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 MopedTuning 

Elaborare un Ciao - by Turbomonz

Vuoi elaborare un moped per smerdare tutti i tuoi amici che ti sfottono dalla mattina alla sera solo perché sono stati così tonti da comprare uno sputer di plastica? Vuoi fargli vedere di che cosa è capace il tuo mostro che ha fatto la storia del cinquantino? Allora leggi questa guida pratica per truccare il motore del tuo motorino e farlo correre come non mai!

IMPORTANTE: prenderò come esempio il piaggio ciao modello a puntine ma tra loro i moped piaggio sono molto molto simili quindi all’incirca le stesse cose che valgono per il ciao valgono anche per bravo, si, eccetera.

IMPORTANTE-2: questa è una guida per elaborare un moped adottando cilindri d43 e carter originali, insomma qualcosa di molto basilare ma comunque performante e sufficiente a superare gli 80km/h per elaborazioni più pesanti consultare la guida di caccia per conoscere tutte le trasformazioni esistenti!

IMPORTANTE-3: per sapere che cilindro scegliere consultate la guida di Caccia, comunque io consiglio sempre per avere un buono compromesso fra durata e prestazioni il polini mod. racing o il base se non si vuole grippare assolutamente visto che il base è proprio indistruttibile. Oppure un altro buon cilindro è il dr mod. evolution o il base proprio come per il polini. La malossi invece produce il cvfII che è un pelino più potente dei polini ma più delicato. Il simonini infine è potente ma delicato e costosissimo.

IMPORTANTE-4: una volta elaborato è vero che il motore va di più ma cresce di molto la sua delicatezza ricordiamoci quindi di lasciarlo scaldare bene prima di usarlo, di fare un buon rodaggio per i primi 200km, facciamo la miscela al 2%-3% insomma stiamo un pelino abbondanti e poi usiamo sempre un buon olio; per finire e poi non vi stresso più: trattatelo con amore e non fate tirate lunghissime o a freddo perché gli fanno solo male!

(non) IMPORTANTE-5: tutti i prodotti after market dei moped son riservati per uso agonistico sportivo pertanto ne è assolutamente vietato l’uso su strada pubblica. Insomma basta che chi guida sia una persona responsabile e sappia quello che ha sotto il culo per evitare grane con legge e incidenti ma se volete usare questa guida per fare qualche stupidata sappiate che io non sono assolutamente d’accordo e men che meno responsabile.

Innanzitutto puliamo tutto il motorino e leviamo tutto lo sporco che potrebbe addentrarsi in componenti delicati e rovinarli, poi leviamo le plastiche laterali e il poggiapiedi svitando le relative viti. A questo punto ci appare il motore del ciao tutto nudo e pronto a essere modificato, per prima cosa svitiamo la vite del filtro con un cacciavite e sfiliamolo dal carburatore, ora chiudiamo il rubinetto della benzina e procediamo con l’estrazione del carburatore. Svitiamo la vite che tiene la cannetta con una chiave a tubo dell’otto e rimuoviamo il filtrino bianco della benzina e la relativa guarnizione rossa ( stiamo molto attenti perché c’è una seconda guarnizione che si trova sopra il beccuccio della cannetta ed è molto piccola ma senza quella il carburatore perde quindi ricordiamoci di tenerla anche se sembra insignificante) a questo punto estraiamo la ghigliottina, si tratta di due piccole viti sopra al carburatore da svitare con un cacciavite a lama. Estratta la ghigliottina lasciamola pure penzolare fino a quando non abbiamo rimontato il motore potenziato.

Infine svitiamo con una chiave inglese dell’otto la vite che tiene il carburatore sul lato destro. Non è necessario svitarla completamente basta mollarla di qualche giro, poi con un cacciavite a lama spingiamo delicatamente nella fessura dove si può leggere la scritta SHA 12/12 in modo da aprirla di qualche millimetro sufficiente a sfilare facilmente il carburatore da collettore. Estratto il carburatore possiamo passare alla marmitta, se si tratta di un’originale possiamo facilmente rimuoverla svitando la vite che si trova sotto la catena nel longherone destro con una chiave a tubo del 13, svitata completamente questa vite passiamo ad allentare la vite che stringe la marmitta al collettore del cilindro usando una chiave dell’undici oppure una del dieci. Fatto questo sfiliamo completamente la marmitta e passiamo al motore vero e proprio!

Per prima cosa leviamo la pipetta dalla candela tirando con forza poi sfiliamo i due faston sopra al carter che corrispondono al filo rosso e a quello nero e infine sfiliamo anche il faston che arriva la bobina. Poi sfiliamo il filo della civalvola rimovendo prima il la guaina dalla molla di ferro e poi sfilando il filo dell’attacco al prigioniero. Tolti tutti i fili allentiamo le tre viti che tengono il motore nel telaio con chiave del dieci, dopo aver allentato tutte e tre le viti (una corta e due lunghe) possiamo fare scivolare il motore indietro di qualche centimetro per distendere la cinghia e permettere di sfilare la frizione. Quindi svitiamo con una chiave a tubo del 17 il dado sopra la frizione tenendo con un piccolo cacciavite il volano fermo agendo su una aletta oppure usiamo un pistola pneumatica che semplifica il tutto. Sfilata la frizione rimuoviamo anche la strana rondella che si trova dietro ad essa infilata sull’albero e togliamo anche la cinghia. Poi con una chiave a tubo del 13 svitiamo la vite che tiene la puleggia usando sempre un cacciavite per tenere ferma la ruota.

Bene ora svitiamo completamente le tre viti del motore e sfiliamo completamente il motore facendolo prima ruotare verso il basso e poi sfilandolo completamente facendo passare l’albero nel buco del telaio e il filo della bobina nel suo buco. Ora parte l’elaborazione vera e propria: portiamo il motore in una morsa stringendolo per quella parte di ferro dove era avvitata la vita corta del motore. Ora svitiamo le quattro viti a stella che tengono la plastica nera sopra il volano e poi svitiamo anche la vite a lame che tien la plastica nera sopra la testa e leviamo anche questa plastica.

Adesso svitiamo con chiave a tubo dell’undici i tre dadi dei prigionieri e togliamo sia i dadi che le rondelle che vi trovano sotto, poi sfiliamo delicatamente la testa e successivamente il cilindro. Ora con la pinza a punte molto fini prendiamo i seeger sullo spinotto e sfiliamoli ruotandoli facendo molta attenzione perché possono fare male agli occhi se partono via. Ora con una punta qualsiasi spingiamo fuori con forza lo spinotto che tiene il pistone quindi sfiliamo il pistone stesso e se la troviamo anche la gabbia a rulli dentro la biella. Ora usiamo un’estrattore buzzetti per sfilare il volano (se usiamo questo strumento dobbiamo avvitarne il corpo nel filetto del volano e assicurarlo bene poi tenendo fermo il volano con un cacciavite avvitiamo la vite del 17 fino a sfilare completamente il volano dalla sede conica sull’albero)oppure con un martello di gomma diamo dei colpetti ai lati sul volano e sull’albero fino a che non lo sfiliamo completamente. Fatto questo togliamo l’impianto elettrico partendo col togliere la chiavetta e la rondella piegata e il camme sottostante il tutto aiutandoci con un cacciavite fine. Poi con un cacciavite a lama svitiamo la vite che tiene le puntine e quella piccola vite che tiene i fili rosso, giallo e nero fissati alle puntine. Poi svitiamo sempre con cacciavite a lama la piccola vite che tiene il condensatore e togliamolo e per finire con cacciavite a stella svitiamo le quattro viti che tengono le grandi bobine di rame facendo molta forza ma stando attenti perché sono facili da spanare. Tolte anche queste e tutti i relativi fili attaccati ai carter. Adesso dovremmo avere se tutto è andato i carter con solo l’albero dentro e i prigionieri. Per aprire i carter dobbiamo svitare con chiave a tubo del 10 le cinque viti disposte a stella sopra il carterino. Fatto questo possiamo anche levare i prigionieri che ci tornerà utile per lavorare successivamente i carter; per svitare i prigionieri dobbiamo avvitare un dado del prigioniero per qualche giro e poi avvitarne sopra uno a mano poi con chiave inglese dell’undici svitiamo il dado sottostante e teniamo fermo l’altro dado sempre con chiave dell’undici facendo ruotare il prigioniero fino a svitarlo completamente. Ripetiamo l’operazione per tutti e tre i prigionieri. N.B.: non è strettamente necessario levare i prigionieri se sei più comodo con i prigionieri avvitati lasciali pure!!

Ora non ci resta che scaldare per qualche minuti sui fornelli di casa il carterino piccolo (quello dal lato delle viti, insomma con l’albero che punta in alto) quando inizierete a vedere del fumo e sentire un bell’odore acre e vostra madre che bestemmia cercando di cacciarvi con una scopa potete battere con un martello di gomma sull’albero senza rovinare il filetto fino a estrarre completamente l’albero dal primo carter, poi ripetiamo l’operazione per levare l’albero dall’altro semi-carter. Mi raccomando indossate dei bei guantoni che altrimenti vi strinate di brutto e io ne so qualcosa!!

Ora abbiamo concluso lo smontaggio di tutto il motore e qui comincia il bello: innanzitutto teniamo conto di una cosa, se il cilindro che abbiamo adottato per l’elaborazione è un Malossi dobbiamo anticipare l’albero di 5mm in apertura e 10mm in chiusura e la finestrella dei carter va raccordata al collettore di aspirazione che va portato a 13mm di diametro utilizzando una punta del trapano di quel diametro che va inserita per una lunghezza totale di 18mm se si vuol fare una cosa precisa. Mentre se il cilindro che abbiamo preso è un Polini o altre marche l’albero va anticipato di 5mm in apertura e 15mm in chiusura e la finestrella va allungata di 4mm sopra e 4mm sotto ma non va assolutamente allargata lateralmente perché si ridurrebbe la tenuta della valvola rotante con conseguente calo del rendimento o addirittura non funzionamento, il collettore invece bisogna lavorarlo allargandolo con punta del 13mm per una lunghezza sempre di 18mm.

Per anticipare l’albero dobbiamo usare un flessibile con lama da taglio per acciaio e facciamo molta attenzione perché sono lavori pericolosi su componenti delicati che si possono rovinare facilmente e una volta rovinati ad esempio tagliando dove non si dovrebbe e scheggiano una superficie da non toccare si può buttare via tutto.
N.B. dobbiamo scegliere il nostro gruppo termico in base al diametro dello spinotto del nostro albero: se quando lo abbiamo smontato abbiamo trovato la gabbia a rulli allora lo spinotto da scegliere per la trasformazione e del 10mm mentre se non vi era alcuna gabbia a rulli dobbiamo scegliere un gruppo termico con pistone spinotto 12mm.

Anticipato l’albero puliamo benissimo i cuscinetti con benzina e aria compressa fino a rimuovere tutte le bave di ferro che vi si potrebbero depositare. A proposito di cuscinetti se si vuole per stare tranquilli possiamo comprare al negozio SKF della nostra città una coppia di cuscinetti c3 6202 con gabbia in teflon sostituendoli agli originali con gabbia in ferro che fanno un po’ più di attrito e soprattutto se si rompono distruggono tutto il cilindro. In ogni caso gli originali vanno benissimo non mi e mai successo di romperne.

In alternativa potete adottare un albero anticipato di marche varie, tra tutti io consiglio il Malossi perché è un albero veramente fantastico tanto resistente quanto performante.

Per allungare la finestrella usiamo una lime quadrata finissima e lunga e segniamo prima con un pennarello le parti di asportare, bisogna dare alla finestrella una forma più ad imbuto possibile partendo dal foro del collettore.

Ora dobbiamo raccordare i travasi dei carter a quelli del cilindro, per farlo posizioniamo la guarnizione del cilindro elaborato sui carter chiusi a mano facendo un po’ di pressione e segniamo con un pennarello le zone da asportare, poi separiamo di nuovo i carter e usando o delle lime a mano oppure una fresa da compressore iniziamo ad allargare i travasi dandogli un andamento più uniforme possibile e facendo attenzione a non perforare le pareti dei carter che sono molto delicati, ricordiamoci che più stiamo leggeri più la fresa asporta materiale. Molto probabilmente se i cilindri sono performanti avranno travasi supplementari oltre ai due da allargare quindi facciamo molta attenzione nel creare questi travasi e diamogli come già detto un andamento molto uniforme e lineare. Lavorate con calma e mano ferma che è l’unico modo per evitare errori che vi costano una seconda coppia di carter da rifare! Finito il lavoro puliamo come al solito con benzina e aria compressa levando molto accuratamente tutte le pagliette di ferro ognuna delle quali è in grado di vanificare tutto il lavoro. Ora inizia la parte di rimontaggio: per prima cosa assicuriamoci che tutti i lavori siano perfetti e non ci siano imprecisioni quindi procediamo con lo scaldare i carter e inserirci l’albero esattamente come lo avevamo tolto, lasciate scaldare bene fino a quando l’albero non fa sforzo nell’entrare, prima però ricordiamoci di sostituire assolutamente il paraolio con uno nuovo altrimenti il motore avrà una perdita e non funzionerà non preoccupiamoci che anche se è di plastica resiste molto al calore, quando è bene dentro fissato dritto posizioniamo la guarnizione del carter di carta rossa che avevamo precedentemente comprato oppure facciamola con la pasta motorsil della arexons anche se consiglio la guarnizione di carta. Chiusi bene i carter riavvisiamo le cinque viti a stella e tiriamole molto forte poi bagniamo con olio all’interno dei carter e facciamogli fare un po’ di giri per assicurarci che tutto giri bene senza strani attriti o rumori, inizialmente è normale che l’albero faccia un po’ fatica ma dopo un paio di giri tutto dovrebbe girare senza attriti.

Ora rimettiamo i prigionieri così come li avevamo tolti se li avevamo tolti, fissati bene i prigionieri rimontiamo l’impianto elettrico stando bene attenti a riposizionare tutto esattamente come lo avevamo tolto e poi una volta rimontato il camme e la sua rondellina piegata e la chiavetta infiliamo a mano il volano facendolo entrare completamente cioè centrando il taglio corrispondente alla chiavetta. Ora facciamo girare il volano, se non vi sono attriti con componenti vari possiamo stringere tutte le viti e passare alla regolazione delle puntine. Le bobine di rame avvitiamole facendo un po’ di pressione in modo da farle stare il più esternamente possibile perché hanno un pochino di gioco, tiriamo tutte le viti meno quella delle puntine e poi procediamo con la regolazione, se il motore è un malossi procuriamoci lo spessimetro da 0,45mm mentre per tutte le altre marche lo spessore da utilizzare è lo 0,4mm, per regolare le puntine dobbiamo posizionare la chiavetta in modo che sia rivolta verso l’alto perfettamente dritta e poi avvitare di qualche giro la vite delle puntine lasciandola molto lasca poi allarghiamo le puntine e inseriamoci lo spessore scelto poi spingiamo da di fianco le puntine in modo da regolarle bene allo spessore esatto e mentre spingiamo avvitiamo forte la vite delle puntine. Ora per accertarci che tutto sia riuscito alla perfezione inseriamo lo spessore tra le puntine con la chiavetta rivolta verso l’alto in modo che siano completamente aperte e se lo spessore fa fatica ad entrare oppure è troppo lasco ripetiamo l’operazione fino ad arrivare ad uno spessore perfetto, è molto importante che siano ben tarate per evitare problemi di malfunzionamento oppure cali improvvisi di potenza magari ai bassi o solo agli alti perché lo scoppio della candela avviene in un momento sbagliato. Ora che abbiamo riavvitato e stretto tutto bene e controllato che il volano giri bene reinfiliamo il volano sempre facendo attenzione che si infili con la fessura nella chiavetta. Adesso rimettiamo quella strana rondella a “L” che stava dietro la frizione quando l’abbiamo smontata e poi inseriamo la frizione in modo che combaci con la scalanatura dell’albero, inseriamo il disco di chiusura sulla frizione e poi il dado del 17. Ora dobbiamo tenere fermo il volano con un cacciavite agendo sulle alette e avvitare con tutta la nostra forza il dado del 17 in modo che il volano torni nel suo alloggiamento conico, ma non esageriamo rompendo alette o addirittura il cacciavite!! Quando saremo certi che il volano sia ben fissato e giri bene passiamo al montaggio del gruppo termico. Per prima cosa puliamo tutto il piano d’appoggio del carter con benzina e lasciamo asciugare bene, poi inseriamo la guarnizione di base facendola passare nei prigionieri, poi inseriamo la gabbia a rulli se abbiamo l’albero con spinotto da 10mm e poi inseriamo il pistone con la freccia che si trova sul suo cielo rivolta verso lo scarico ossia dove c’è un prigioniero solo per intenderci. Poi facciamo passare lo spinotto ungendolo con olio motore e inseriamo i nuovi seeger che devono essere quelli inclusi nella confezione del cilindro e non quelli originali che sono troppo poco resistenti. Per inserire i seeger dobbiamo usare una pinza con steli molto fini e dobbiamo incastrarli perfettamente in modo che possano ruotare all’interno della loro sede. Dopo esserci assicurati che tutto il lavora è stato compiuto a regola d’arte possiamo inserire le fasce elastiche sul pistone ungendole leggermente e dilatandole con le dita evitando di rigare il pistone. Inseriamo prima quella sotto e poi quella sopra facendo attenzione che se quella sopra è ad “L” ossia un particolare tipo di fascia non possiamo montarle invertite anche perché proprio non vanno su. Terminato anche questo lavoro ungiamo sempre con olio motore il cilindro e infiliamolo delicatamente nei prigionieri, poi stringiamo le fasce elastiche facendo in modo che il taglio su di esse corrisponda al fermo nella sede sul pistone e facciamo passare il cilindro che se tutto va bene entra senza attriti, se invece avete montato male le fascie oppure non sono allineate con il fermo farete molta fatica a inserire il cilindro e rischierete di rigarlo. Se il cilindro si è infilato bene e facendo girare il volano il pistone scorre senza problemi possiamo serrare anche la testa. Per farlo dobbiamo prima pulire la sua base d’appoggio e quella del cilindro, inserire la guarnizione relativa e poi far passare la testa. Serriamo i dadi dei prigionieri con una chiave dinamometrica impostata su 1,5kg. Se non avete la chiave serrate con chiave a tubo facendo molto forte e soprattutto avvitandole a stella ossia per primo il dado in alto a sinistra poi quello in basso e per finire quello in alto a destra.

Chiuso tutto rimontiamo le plastiche che avevamo tolto precedentemente avvitiamo la candela che deve essere se abbiamo un cilindro d43 una ngk b7hs o di altre marche ma con gradazione equivalente. Per farlo usiamo l’apposita chiave a tubo ma non facciamo troppo forte per evitare di spanarla. OK ora abbiamo pronto il nostro super motore elaborato!!! Rimontiamolo come lo avevamo tolto e al posto del carburatore d’origine sostituiamolo con un SHA 13/13 montando un getto che può andare da 58 a 68 dipende dalle condizioni atmosferiche, dall’altitudine e dal nostro motore, per filtro adottiamo il malossi che costa poco ed è molto buono, più del polini che è paragonabile all’originale. Se invece non vogliamo comprare questo filtro, possiamo modificare l’originale anche se io lo sconsiglio. Comunque bisogna praticare un taglio dove si trovano i tre tubicini dove entra l’aria formando così una fessura larga e quadrata, poi bisogna togliere la ghiera di plastica bucata che si trova all’imbocco e lasciarci una sola retina metallica.

Per montare il getto è semplicissimo dobbiamo solo svitare le due viti con cacciavite a lame che tengono la vaschetta e svitare il getto precedentemente montato (se ce n’è uno precedente) per poi riavvitarvi quello nuovo, per sapere il giusto getto bisogna partire da uno alto tipo 66-64 poi accendere il motore e percorrere un po’ di strada al massimo quando il motore arriva al massimo dei giri deceleriamo e lo spegniamo lasciandolo il meno possibile al minimo. Ora svitiamo la candela e guardiamo il colore dell’elettrodo se è scuro ma secco diminuiamo di pochi punti mentre se è anche bagnaticcio diminuiamo di molti punti, mentre se il colore è molto chiaro dobbiamo aumentare di qualche punto, poi se siete fortunati il colore è un bel nocciola sano e potete lasciare il getto montato. Per la trasmissione io consiglio di montare una puleggia media che è un compromesso tra ripresa e velocità ma se proprio non volete ripresa montate la piccola che vi dà un po’ più di velocità, in ogni caso non potete lasciare la puleggia grande originale perché il motore va in fuori giri a 60 all’ora e si rischiano seri danni se non grippature vere e proprie. Per montare la puleggia dovete posizionarla correttamente nella sua sede sul mozzo della ruota infatti se notate ha un taglio rettangolare, poi stringete forte il dado del 13 che avevate tolto prima; se è montate correttamente girandola gira anche la ruota. Poi adottate una cinghia per puleggia media e vi consiglio la SKF molto a buon mercato ma veramente indistruttibile. Ora dovete lasciare allentati le 3 viti del motore perché bisogna tendere la cinghia, per farlo facciamo leva sul motore con un’asta di ferro e spingiamo fino a vedere la cinghia tesa al punto giusto ossia ne troppo ne poco dovete riuscire a farla toccare schiacciandola. Ovviamente tutto questo va fatto con la cinghia già montata nella frizione e sulla puleggia. Poi tirate bene il dado della frizione. Ricordatevi di posizionare prima della frizione la rondella ad “L” altrimenti la frizione attaccherà anche al minimo e vi si muoverà anche se non accelerate. Per le mollette della frizione sconsiglio di adottare quelle rinforzate su cilindri d43 perché troppo esagerate e rompete cinghia e masse frizione in men che non si dica.

Se invece avete la trasmissione a variatore vi consiglio di adottare il variatore molossi mhr molto performante anche se un pochino complicato da regolare e poi necessita dell’apposita cinghia molossi che è più larga. Il polini speed control invece non necessita di cinghia diversa di quella originale ma è un po’ meno performante. Trovate il giusto peso dei rulli procedendo per tentativi e come per la trasmissione a puleggia vi sconsiglio l’utilizzo di mollette frizione troppo dure, mentre per la molla di contrasto utilizzate quella nella confezione del variatore. Queste scelte sono però abbastanza costose potete perciò modificare il variatore originale limando quello spessore fra le due pulegge coniche anteriore con una lima grossa e adottando la modifica seriacopi che è molto indicata per questo tipo di intervento e migliora molto le prestazione del variatore originali avvicinandosi alle prestazioni dei vari malossi o polini.

Per la marmitta io vi consiglio di montare una Sito Plus o Proma City Power per evitare grane con le forze dell’ordine: in quanto fanno pochissimo rumore e non si distinguono se non per pochi particolari dalle originali anche se permettono comunque di avere discrete riprese e velocità accettabile, ma se proprio volete che il vostro motore vi dia tutto adottate una marmitta a espansione. Ne esistono di tutte le marche e di tutti i tipi comunque una regola fissa per riconoscere se privilegiano l’allungo o la ripresa è questa: collettore(ossia la parte che va dal cilindro fino all’inizio dell’espansione) lungo e pancia grossa e corta=marmitta da ripresa. Collettore corto e pancia meno grossa e lunga=marmitta da allungo. Fra tutte comunque le più performanti sono le fabrizi che però dovete fare un mutuo visti i prezzi ma non si addicono molto ad una elaborazione semplice come la nostra, quindi io consiglio la simonini lunga o la polini sp che sono entrambe marmitta da allungo molto belle secondo me e performanti, oppure la polini top one o la giannelli mega rendono un po’ di più in ripresa e nelle accelerazioni ma tolgono qualche chilometro in velocità massima.

Infine il consiglio più importante è quello di controllare che i freni funzionino a dovere e che rispondano perfettamente ai comandi.

Un saluto da un grande affezionato di questo stupendo mezzo.
Turbomonz.